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Pulito, hi-tech e veloce Ecco il bus del futuro |
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In arrivo mezzi scomponibili e più puntuali grazie al "semaforo intelligente"
Dalla Ue 26 milioni di finanziamenti per realizzare modelli poco inquinanti
Pulito, hi-tech e veloce Ecco il bus del futuro
Tutti i maggiori produttori riuniti in consorzio. In Italia i primi prototipi
di VALENTINA CONTE
ROMA
- Bestioni persi nel traffico. Sporchi, affollati, mai puntuali. Nelle
grandi città gli autobus si prendono come le medicine: indigesti e
obbligati. I forzati del torpedone hanno l'impressione di viverci, come
ha immaginato Sean Penn per il suo film Into the wild, ma lì era una
scelta. Tutto questo sta per finire (o quasi). Arriva l'autobus del
futuro.
I tempi sono tutt'altro che biblici. Un grande progetto
europeo metterà in strada nei prossimi anni mezzi da favola: veloci,
silenziosi, ampi, funzionali. E soprattutto belli da vedere e poco
inquinanti. A giudicare dai primi bozzetti - solo un esercizio di
creativi per ora - sembra un sogno di assoluta trasparenza.
L'integrazione totale con il tessuto urbano permette alla città di
vivere dentro e fuori l'abitacolo.
A finanziare l'iniziativa - che verrà
presentata oggi a Roma in Campidoglio alla presenza di Antonio Tajani,
Commissario europeo ai trasporti davanti a 150 delegati di 15 paesi
europei - è proprio Bruxelles. L'Unione europea stanzia 26 milioni di
euro per quattro anni e li mette a disposizione dell'Associazione
internazionale del trasporto pubblico (Uitp) che rappresenta 3.100
aziende, industrie e operatori della mobilità in ogni continente e alla
quale spetta il compito di coordinare la ricerca e costruzione dei
prototipi di bus. Per la prima volta sono coinvolte le cinque più
grandi imprese costruttrici europee (Evobus-Mercedes, Iribus-Iveco,
Scania, Volvo, Neoman) e per la prima volta la sperimentazione (con la
guida dei nuovi mezzi) avverrà in modo contestuale in sette città. Per
l'Italia (che gestirà il 25% dei finanziamenti) c'è Roma e Verona,
mentre Milano (con Atm) darà il suo contributo ai test. Coinvolti anche
il Centro ricerche Fiat, l'Asstra (associazione italiana del trasporto
pubblico) e le università romane La Sapienza e Roma3.
Ma come sarà l'autobus del futuro? "Possiamo
già immaginarlo - sorride Umberto Guida, direttore del progetto -
consumerà meno (fino al 25%), avrà più passeggeri (15% in più) e sarà
più veloce (dai 15 ai 18 km/h)". E ancora: porte larghe e livellate ai
marciapiedi per facilitare e rendere spediti l'imbarco e l'uscita dei
passeggeri. Grandi vetrate luminose, ampia cabina guida, schermi per le
informazioni. E un cuore verde: un motore Euro 4 (Euro 5 dal primo
ottobre 2009 e nel 2013 Euro6) che ridurrà di un terzo le emissioni
nocive. Le tecnologie possono variare: ibrido, idrogeno, biofuel,
biogas. Alcune già in campo, altre che verranno. Come la guida ottica,
un sistema che consente al bus di (quasi) guidarsi da solo grazie al
sensore che dialoga con i punti direzionali collocati in strada. O come
il semaforo intelligente, già in funzione a Londra, che diventa verde
quando il bus si avvicina. Ancora: i freni intelligenti che non
sprecano l'energia del bus fermo e la passano a una batteria a
idrogeno, utile per la ripartenza (la fase più inquinante). Soluzioni
interessanti, non tutte ancora standardizzate in Europa.
Senza pensare poi alla comunicazione
ai tempi di Internet e del satellite: tempi e ritardi dei bus via sms,
navigazione dal sedile. "Uno degli aspetti più curiosi che studieremo -
racconta Guida - è la modularità dei bus". Costruiti in modo
componibile, come pezzi di Lego da mischiare e combinare. Oggi il
modulo porta-biciclette, domani quello in più per il concerto e la
partita. Un serpentone innocuo, da strizzare o allungare quando serve.
(4 settembre 2008)
fonte:
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/bus-futuro/bus-futuro/bus-futuro.html
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